12 apr II Dom di Pasqua 1926 anno A
At 2,42-47 Sal 117 1Pt 1,3-9 Gv 20,19-31
Domenica della misericordia
Che cosa ci porteranno gli anni che sono davanti a noi? Come sarà l'avvenire dell'uomo sulla terra? A noi non è dato di saperlo. E'
certo tuttavia che accanto a nuovi progressi
non mancheranno, purtroppo, esperienze
dolorose.
Come gli Apostoli un tempo, è necessario però
che anche l'umanità di oggi accolga nel
cenacolo della storia Cristo risorto, che mostra
le ferite della sua crocifissione e ripete: Pace a
voi! Occorre che l'umanità si lasci raggiungere
e pervadere dallo Spirito che Cristo risorto le
dona. E' lo Spirito che risana le ferite del cuore,
abbatte le barriere che ci distaccano da Dio e
ci dividono tra di noi, restituisce insieme la
gioia dell'amore del Padre e quella dell'unità
fraterna. (Giovanni Paolo II, 30 aprile 2000)
Signore Gesù, tu hai vinto la morte senza
armi né violenza: hai dissolto il suo potere con
la forza della pace. Donaci la tua pace,
come alle donne incerte nel mattino di Pasqua,
come ai discepoli nascosti e spaventati.
Manda il tuo Spirito, respiro che dà vita, che
riconcilia, che rende fratelli e sorelle gli avversari
e i nemici. Ispiraci la fiducia di Maria, tua madre,
che col cuore straziato stava sotto la tua croce,
salda nella fede che saresti risorto. La follia della
guerra abbia termine e la Terra sia curata e
coltivata da chi ancora sa generare, sa custodire,
sa amare la vita.
Ascoltaci, Signore della vita! (Leone XIV preghiera per la pace 11 aprile 2026)