Adorazione


ADORAZIONE EUCARISTICA

Vangelo di Domenica 16 Maggio

Ascensione del Signore – ANNO B

Lettura del Vangelo secondo Marco (Mc 16,15-20)

In quel tempo Gesù apparve agli undici e disse loro: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano”.


Papa Francesco - Regina Caeli 13 maggio 2018

Oggi, in Italia e in tanti altri Paesi, si celebra la solennità dell’Ascensione del Signore. Questa festa racchiude due elementi. Da una parte, orienta il nostro sguardo al cielo, dove Gesù glorificato siede alla destra di Dio (cfr Mc 16,19). Dall’altra parte, ci ricorda l’inizio della missione della Chiesa: perché? Perché Gesù risorto e asceso al cielo manda i suoi discepoli a diffondere il Vangelo in tutto il mondo. Pertanto, l’Ascensione ci esorta ad alzare lo sguardo al cielo, per poi rivolgerlo subito alla terra, attuando i compiti che il Signore risorto ci affida.

È quanto ci invita a fare l’odierna pagina evangelica, nella quale l’evento dell’Ascensione viene subito dopo la missione che Gesù affida ai discepoli. Si tratta di una missione sconfinata – cioè letteralmente senza confini – che supera le forze umane. Gesù infatti dice: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura» (Mc 16,15). Sembra davvero troppo audace l’incarico che Gesù affida a un piccolo gruppo di uomini semplici e senza grandi capacità intellettuali! Eppure questa sparuta compagnia, irrilevante di fronte alle grandi potenze del mondo, è inviata a portare il messaggio d’amore e di misericordia di Gesù in ogni angolo della terra.

Ma questo progetto di Dio può essere realizzato solo con la forza che Dio stesso concede agli Apostoli. In tal senso, Gesù li assicura che la loro missione sarà sostenuta dallo Spirito Santo. E dice così: «Riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra» (At 1,8). Così questa missione ha potuto realizzarsi, e gli Apostoli hanno dato inizio a quest’opera, che poi è stata continuata dai loro successori. La missione affidata da Gesù agli Apostoli è proseguita attraverso i secoli, e prosegue ancora oggi: essa richiede la collaborazione di tutti noi. Ciascuno, infatti, in forza del Battesimo che ha ricevuto, è abilitato per parte sua ad annunciare il Vangelo. C’è proprio il Battesimo, quello che ci abilita e anche ci spinge ad essere missionari, ad annunciare il Vangelo. L’Ascensione del Signore al cielo, mentre inaugura una nuova forma di presenza di Gesù in mezzo a noi, ci chiede di avere occhi e cuore per incontrarlo, per servirlo e per testimoniarlo agli altri. Si tratta di essere uomini e donne dell’Ascensione, cioè cercatori di Cristo lungo i sentieri del nostro tempo, portando la sua parola di salvezza sino ai confini della terra. In questo itinerario noi incontriamo Cristo stesso nei fratelli, soprattutto nei più poveri, in quelli che soffrono nella propria carne la dura e mortificante esperienza di vecchie e nuove povertà. Come all’inizio Cristo Risorto inviò i suoi apostoli con la forza dello Spirito Santo, così oggi Egli invia tutti noi, con la stessa forza, per porre segni concreti e visibili di speranza. Perché Gesù ci dà la speranza, se ne è andato in cielo e ha aperto le porte del cielo e la speranza che noi arriveremo lì.

La Vergine Maria che, quale Madre del Signore morto e risorto, ha animato la fede della prima

comunità dei discepoli, aiuti anche noi a tenere «in alto i nostri cuori», come ci esorta a fare la Liturgia. E nello stesso tempo ci aiuti ad avere “i piedi per terra”, e a seminare con coraggio il Vangelo nelle situazioni concrete della vita e della storia.

Riflessione dal sito dell’ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo


Marco 16,15-18: I segni che accompagnano l'annuncio della Buona Novella

Subito Gesù conferisce la missione di annunciare la Buona Novella a tutte le creature. L'esigenza che egli pone per chi vuole essere salvo è questa: credere e essere battezzato. A quelli che hanno il coraggio di credere alla Buona Novella e si fanno battezzare, egli promette questi segni: (1) cacceranno i demoni, (2) parleranno lingue nuove, (3) prenderanno in mano i serpenti, (4) se berranno qualche veleno non farà loro male, (5) imporranno le mani ai malati e questi guariranno. Questi segni accadono ancora oggi:

  • cacciare i demoni: è combattere il potere del male che strangola la vita. La vita di molte persone è diventata migliore da quando sono entrate in comunità ed hanno cominciato a vivere la buona novella della presenza di Dio. Partecipando alla vita della comunità, cacciano il male dalla loro vita.

  • parlare lingue nuove: è cominciare a comunicare con gli altri in modo nuovo. A volte incontriamo una persona che mai abbiamo visto prima, ma è come se già ci conoscessimo da molto tempo. È perché parliamo la stessa lingua,la lingua dell'amore.

  • prendere in mano serpenti e vincere il veleno: ci sono tante cose che avvelenano la convivenza. Molte chiacchiere che rovinano la relazione fra persone. Chi vive la presenza di Dio sa superare questo e non viene molestato da questo veleno mortifero.

  • curare i malati: dovunque appare una coscienza più chiara della presenza di Dio, appare anche una attenzione speciale verso le persone escluse e marginalizzate, soprattutto verso i malati. Quello che maggiormente favorisce la salute è quando la persona si sente accolta e amata.

Marco 16,19-20: Attraverso la comunità Gesù continua la sua missione.

Quel Gesù che là in Palestina accoglieva i poveri, rivelando loro l'amore del Padre, ora è lo stesso Gesù che continua presente in mezzo a noi, nelle nostre comunità. Attraverso di noi, egli continua la sua missione per rivelare la Buona Novella dell'amore di Dio ai poveri. Fino ad oggi, la risurrezione avviene. Nessun potere di questo mondo è capace di neutralizzare la forza che promana dalla fede nella risurrezione (Rom 8,35-39). Una comunità che vuole essere testimone della risurrezione deve essere segno di vita, deve lottare contro la forza di morte, perché il mondo sia un luogo favorevole alla vita, deve credere che un altro mondo è possibile. Soprattutto in quei luoghi dove la vita del popolo è in pericolo per causa del sistema di morte che ci è stato imposto, le comunità devono essere una prova viva della speranza che vince il mondo, senza timore di essere felici!

I dodici discepoli, chiamati in modo particolare da Gesù (Mc 3, 13-19) e da lui inviati in missione (Mc 6,7-13), fallirono. Pietro rinnegò (Mc 14, 66-72), Giuda tradì (Mc 14, 44-45) e tutti fuggirono (Mc 14, 50). Ma proprio nel loro fallimento appare la forza della fede degli altri che non facevano parte del gruppo dei dodici scelti. La comunità, la Chiesa, deve avere una coscienza ben chiara che essa non è proprietaria di Gesù e neppure possiede tutti i criteri dell'azione di Dio in mezzo a noi. Gesù non è nostro, ma noi, la comunità, la Chiesa, siamo di Gesù, e Gesù è di Dio (1Cor 3,23). La più grande sorpresa di tutte è la risurrezione!

    • Come posso tenere nella mia vita gli occhi fissi al cielo e i piedi ben piantati sulla terra?

    • Quali sono i segni della presenza di Gesù nelle comunità? Qual è il significato di ogni segno?

    • Quali sono, oggi, i segni che convincono meglio le persone della presenza di Gesù in mezzo a noi?


Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura?

Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore? (Sal 27)



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