Comunità Pastorale 4 Evangelisti
Monza AP 2025/2026
ADORAZIONE EUCARISTICA XXIV tempo ordinario/A Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18,21-35)
In quel tempo, 21Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?». 22E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette. 23A proposito, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. 24Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. 25Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito. 26Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. 27Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. 28Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! 29Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. 30Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito. 31Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. 32Allora il padrone fece chiamare quell`'uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. 33Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? 34E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. 35Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello».
Papa Francesco - angelus 17 settembre 2023
Oggi il Vangelo ci parla di perdono. Pietro chiede a Gesù: «Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?» Sette, nella Bibbia, è un numero che indica completezza, e dunque Pietro è molto generoso nei presupposti della sua domanda. Ma Gesù va oltre e gli risponde: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette». Gli dice, cioè, che quando si perdona non si calcola, che è bene perdonare tutto e sempre! Proprio come fa Dio con noi, e come è chiamato a fare chi amministra il perdono di Dio: perdonare sempre. Io questo lo dico tanto ai sacerdoti, ai confessori: perdonate sempre come perdona Dio. Gesù illustra poi questa realtà attraverso una parabola, che ha sempre a che fare con dei numeri. Un re, dopo esser stato pregato, condona a un servo il debito di 10.000 talenti: è un valore esagerato, immenso, che oscilla tra le 200 e le 500 tonnellate d’argento: esagerato. Era un debito impossibile da saldare, anche lavorando una vita intera: eppure quel padrone, che richiama il Padre nostro, lo condona per pura «compassione». Questo è il cuore di Dio: perdona sempre perché Dio è compassionevole. Non dimentichiamo com’è Dio: è vicino, compassionevole e tenero; così è il modo di essere di Dio. Poi, però, questo servo, al quale è stato rimesso il debito, non usa alcuna misericordia nei riguardi di un compagno che gli deve 100 denari. Anche questa è una cifra consistente, equivalente a circa tre mesi di stipendio – come a dire che perdonarci tra noi costa! –, ma per nulla paragonabile alla cifra precedente, che il padrone aveva condonato. Il messaggio di Gesù è chiaro: Dio perdona in modo incalcolabile, eccedendo ogni misura. Lui è così, agisce per amore e per gratuità. Dio non si compra, Dio è gratuito, è tutto gratuità. Noi non possiamo ripagarlo ma, quando perdoniamo il fratello o la sorella, lo imitiamo. Perdonare non è dunque una buona azione che si può fare o non fare: perdonare è una condizione fondamentale per chi è cristiano. Ognuno di noi, infatti, è un “perdonato” o una “perdonata”: non dimentichiamo questo, noi siamo perdonati, Dio ha dato la vita per noi e in nessun modo potremo
compensare la sua misericordia, che Egli non ritira mai dal cuore. Però, corrispondendo alla sua gratuità, cioè perdonandoci a vicenda, gli possiamo dare testimonianza, seminando vita nuova attorno a noi. Fuori del perdono, infatti, non c’è speranza; fuori del perdono non c’è pace. Il perdono è l’ossigeno che purifica l’aria inquinata dall’odio, il perdono è l’antidoto che risana i veleni del rancore, è la via per disinnescare la rabbia e guarire tante malattie del cuore che contaminano la società. Domandiamoci, allora: io credo di aver ricevuto da Dio il dono di un perdono immenso? Avverto la gioia di sapere che Lui è sempre pronto a perdonarmi quando cado, anche quando gli altri non lo fanno, anche quando nemmeno io riesco a perdonare me stesso? Lui perdona: credo che Lui perdona? E poi: so perdonare a mia volta chi mi ha fatto del male? A questo proposito, vorrei proporvi un piccolo esercizio: proviamo, adesso, ciascuno di noi, a pensare a una persona che ci ha ferito, e chiediamo al Signore la forza di perdonarla. E perdoniamola per amore del Signore: fratelli e sorelle, questo ci farà bene, ci restituirà la pace nel cuore. Maria, Madre di Misericordia, ci aiuti ad accogliere la grazia di Dio e a perdonarci gli uni gli altri.
Riflessione dal sito dei carmelitani scalzi
• Matteo 18,21: La domanda di Pietro: quante volte perdonare? Dinanzi alle parole di Gesù sulla riconciliazione, Pietro chiede: “Quante volte devo perdonare? Sette volte?” Sette è un numero che indica perfezione e, nel caso della proposta di Pietro, sette è sinonimo a sempre.
• Matteo 18,22: La risposta di Gesù: settanta volte sette! Gesù vede più lontano. Elimina qualsiasi possibile limite al perdono: “Non fino a sette, ma settanta volte sette!” Settanta volte sempre! Perché non c’è proporzione tra il perdono che riceviamo da Dio ed il nostro perdono verso il fratello e la sorella. Per chiarire la sua risposta a Pietro, Gesù racconta una parabola. E’ la parabola del perdono senza limiti!
• Matteo 18,23-26: Prima parte della parabola: la situazione del debitore Quando parla del Re, Gesù pensa a Dio. Un servo ha un debito di diecimila talenti con il re. Cioè, 164 tonnellate d’oro. Lui dice che pagherà. Ma anche se lavorasse tutta la vita lui, sua moglie, i suoi figli e tutta la famiglia, non sarebbe mai in grado di riunire 164 tonnellate di oro per restituirle al re. Detto con altre parole, non saremo mai in grado di toglierci il debito che abbiamo con Dio. Impossibile! (cf Salmo 49,8-9)
• Matteo 18,27-30: Seconda parte della parabola: Il grande contrasto Dinanzi alla richiesta insistente del servo, il re gli perdona un debito di 164 tonnellata d’oro. Un compagno ha con lui un debito di cento denari, cioè di 30 grammi d’oro. Non esiste paragone tra i due debiti! Un granello di sabbia ed una montagna! Davanti all’amore di Dio che perdona gratuitamente il nostro debito di 164 tonnellata d’oro, non è altro che giusto perdonare il debito di 30 grammi d’oro. Ma il servo perdonato non volle perdonare, neanche davanti all’insistenza del debitore. Agisce con il compagno come il re avrebbe dovuto agire con lui e non lo fece: ordinò che fosse messo in carcere fino a pagare i 30 grammi d’oro! Il contrasto parla da solo, non ha bisogno di commenti!
• Matteo 18,23-35: Terza parte della parabola: morale della storia L’atteggiamento vergognoso del servo perdonato che non vuole perdonare colpisce i suoi stessi compagni. Lo riferiscono al re e costui agisce di conseguenza: mette in moto il procedimento della giustizia ed il servo perdonato che non volle a sua volta perdonare, viene messo in prigione, dove rimarrà fino a pagare il suo debito! Deve stare lì fino ad oggi! Poiché non riuscirà mai a poter pagare 164 tonnellate d’oro! Morale della parabola: “Così anche il mio padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello!” L’unico limite alla gratuità della misericordia di Dio che ci perdona sempre è il nostro rifiuto di perdonare il
fratello! (Mt 18,34; 6,12.15; Lc 23,34).
• C’è tra di noi uno spazio per il perdono e
per la riconciliazione?
• Da dove e come possiamo cominciare a
vivere il perdono?
• Il Signore è buono e grande nell’amore.