In occasione della Giornata diocesana Caritas, dal sito della Caritas ambrosiana riprendiamol’articolo di presentazione del rapporto povertà 2020 nella nostra diocesi. Dati che ci invitano a riflettere sia su ciò che ciascuno può fare per andare incontro a chi maggiormente subisce le conseguenze del COVID, sia per responsabilizzarci su un problema che è anche e sopratutto di carattere politico.

Gualzetti: «Rivedere il sistema di ammortizzatori e aiuti in vista di nuove chiusureo il welfare della Caritas non reggerà»

Sono quasi 9mila gli impoveriti da Covid che si sono rivolti ai centri di ascolto della Caritas Ambrosiana nella diocesi di Milano nei tre mesi del lockdown. Sono per lo più donne, immigrati, hanno un’età compresa tra i 35 e i 54 anni e una bassa scolarità. Un terzo di loro non è stato in grado di assolvere alle necessità familiari più elementari, dalla spesa alimentare al pagamento di bollette e affitti, anche se ha avuto diritto alla cassa integrazione. È quanto emerge da una proiezione di un’indagine contenuta nell’ultimo rapporto che è stato presentato il 28 ottobre nel corso di un incontro on line. Il profilo degli “impoveriti da Covid”. Le donne sono il 59,3%, gli immigrati il 61,7%. La fascia di età maggiormente rappresentata è quella tra i 35 e i 54 anni (58,4%). La maggioranza (55%) è costituita da coniugati, da persone con bassa scolarità (62,9%). I disoccupati rappresentano il 50%, gli occupati il 34%. I lavoratori più colpiti sono stati quelli impiegati nei settori della ristorazione (lavapiatti, camerieri), ospitalità (custodi, cameriera ai piani) e della cura alla persona (colf e badanti).

Il disagio economico si somma alla malattia difficilmente gestibile in contesti familiari già provati, in abitazioni troppo anguste per permettere un efficace isolamento dei contagiati. In alcuni casi poi l’assenza o il calo dei redditi rende queste famiglie incapaci di pagare affitti o utenze domestiche e li espone al rischio di sfratti.

Nei tre mesi del lockdown, il sistema di welfare della Caritas Ambrosiana ha distribuito pasti a domicilio a 18.092 persone, dispositivi sanitari e igienizzanti a 5.564 famiglie, ha offerto supporto psicologico a 359 soggetti deboli, assistenza per la didattica a distanza a 359 alunni e studenti, ha rifornito di pc e strumenti informatici 98 doposcuola parrocchiali.

«Dopo quella del 2008, le cui conseguenze sono ancora visibili, questa nuova crisi sta mostrando l’estrema fragilità del nostro sistema economico e sociale. Da anni accettiamo passivamente la presenza di sacche di marginalità e povertà nei nostri territori e diamo per scontato che lo sviluppo abbia come inevitabile corollario la precarietà e l’assenza di diritti e tutele. Se vogliamo andare avanti senza lasciare indietro nessuno non potremo più accettarlo».

(da www.caritasambrosiana.it)