Celebrazione di tutti i Santi e commemorazione di tutti i defunti

Il nostro papa Francesco nell'enciclica "Fratelli tutti" scrive:

Nel mondo attuale i sentimenti di appartenenza a una medesima umanità si indeboliscono, mentre il sogno di costruire insieme la giustizia e la pace sembra un'utopia di altri tempi. Vediamo come domina un'indifferenza di comodo, fredda e globalizzata, figlia di una profonda disillusione che si cela dietro l'inganno di una illusione: credere che possiamo essere onnipotenti e dimenticare che siamo tutti sulla stessa barca. Questo disinganno, che lascia indietro i grandi valori fraterni, conduce «a una sorta di cinismo. Questa è la tentazione che noi abbiamo davanti, se andiamo per questa strada della disillusione o della delusione». (n.30)

La celebrazione che vivremo di tutti i santi e la commemorazione di tutti i fedeli defunti penso che ci aiutino a riconoscere che siamo tutti sulla stessa barca e che abbiamo bisogno gli uni degli altri e non solo di quanti sono presenti oggi sulla faccia della terra ma proprio di tutti gli esseri umani: di coloro che ci hanno preceduto e ci hanno permesso di esistere anche noi e di tutti coloro che verranno di cui siamo responsabili del loro poter essere. Siamo tutti chiamati alla salvezza, ma anche tutti chiamati a pregare gli uni per gli altri, per la loro salvezza.

Il martirologico romano ci ricorda:

"Con la Commemorazione di tutti i fedeli defunti la Chiesa, già sollecita nel celebrare con le dovute lodi tutti i suoi figli che si allietano in cielo, si dà cura di intercedere presso Dio per le anime di tutti coloro che ci hanno preceduti nel segno della fede e si sono addormentati nella speranza della resurrezione e per tutti coloro di cui, dall'inizio del mondo, solo Dio ha conosciuto la fede, perché purificati da ogni macchia di peccato, entrati nella comunione della vita celeste, godano della visione della beatitudine eterna."

La nostra vita ha senso se riconosciamo che siamo destinati ad una esistenza per l'eternità, ad un compimento che è dato dal partecipare pienamente al Regno di Dio. In ogni celebrazione che viviamo noi preghiamo per i vivi e per i morti, mettiamo delle intenzioni particolari per una cura e attenzione ai nostri antenati e alle situazioni particolari che possiamo vivere. Pregare per i morti è riconoscere che sono ancora vivi nel Signore e che c'è un legame profondo tra di noi. La celebrazione dei defunti nasce proprio in questa logica dal mondo monastico benedettino (a Cluny nel IX secolo) per pregare per tutti coloro che ci hanno preceduto e per ricordare a tutti noi la Speranza/Certezza della Resurrezione. Con la comunione dei santi siamo altresì richiamati ad uno scambio e aiuto reciproco tra i credenti in cammino sulla terra e i redenti che già vivono la gioia della vita eterna in Cristo nel paradiso. Viviamo quindi con fede, speranza e carità queste celebrazioni che la Chiesa ci dona per vivere insieme l'incontro con il Signore. Vi lascio anche la preghiera che il nostro Arcivescovo ha scritto quando ha iniziato il suo ministero tra noi.

don Dario

« Padre nostro che sei nei cieli, venga il tuo regno:

ispira la nostra Chiesa perché, insieme con il suo Vescovo

attenda, invochi, prepari la venuta del tuo Regno.

Concedi alla nostra Chiesa di essere libera, lieta, unita,

per non ripiegarsi sulle sue paure e sulle sue povertà,

e ardere per il desiderio dí condividere la gioia del Vangelo.


Padre nostro che sei nei cieli, sia fatta la tua volontà:

manifesta anche nella vita e nelle parole

della nostra Chiesa e del suo Vescovo

il tuo desiderio che tutti gli uomini siano salvati

e giungano alla conoscenza della verità.


Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome:

la bellezza del nostro celebrare,

l'amore che unisce i tuoi discepoli,

l'audacia nel costruire un convivere fraterno

rendano intensa la gioia, coraggioso il cammino,

limpida la testimonianza

per annunciare che la terra è piena della tua gloria»

(Mons. Mario Delpini, Arcivescovo)

“A questa morte si appoggia chi vive”

“Pietà Rondanini”

Michelangelo Buonarroti, 1552-1564