19 Marzo 2021 - 26 Giugno 2022

Anno "Famiglia Amoris Laetitia" :

Tradurre il vangelo per ogni coppia

Papa Francesco ha indetto un anno di riflessione su Amoris Laetitia che è iniziato lo scorso 19

marzo, a cinque anni dalla pubblicazione dell’esortazione apostolica postsinodale, e si concluderà

il 26 giugno 2022 in occasione del X Incontro mondiale delle famiglie.

La riflessione di padre Marco Vianelli,

direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia.


Un anno di riflessione su Amoris Laetitia. E’ Iniziato il 19 marzo, a 5 anni dalla pubblicazione

dell’esortazione apostolica postsinodale, e si concluderà il 26 giugno 2022 in occasione del X

Incontro mondiale delle famiglie. Ad annunciare l’Anno “Famiglia Amoris Laetitia” è stato Papa

Francesco domenica 27 dicembre, festa della Sacra Famiglia, prima della recita dell’Angelus.

“In questo tempo di pandemia – spiega al Sir padre Marco Vianelli, direttore dell’Ufficio nazionale

Cei per la pastorale della famiglia – abbiamo più volte riflettuto sul volto delle famiglie e sulla loro

capacità di tessere i fili delle comunità. In società come le nostre, caratterizzate dal principio di

accelerazione che insieme al susseguirsi degli eventi porta a una sorta di bulimia che potrebbe

impedire di cogliere fino in fondo la ricchezza del magistero, l’anno indetto dal Papa a cinque anni

dalla pubblicazione di Amoris Laetitia diventa un’occasione straordinaria per tornare a riflettere su

un documento ancora non conosciuto nella sua profondità e interezza”.

Il testo, “frutto di un Sinodo che per due anni (2014 e 2015) ha messo a tema la famiglia, conferma

sostanzialmente il magistero e la teologia precedenti accogliendo tuttavia uno sguardo nuovo. Oggi

Francesco ci chiede di non rincorrere l’ultimo spot, ma di tentare di mettere a fuoco difficoltà,

rigidità e ostacoli per una sua piena ricezione e attuazione”.

Padre Vianelli accenna alla revisione del percorso compiuto dal 2016 ad oggi, avviata lo scorso

giugno dalla Consulta di pastorale familiare, dalla quale emergono iniziative messe in campo dalle

diocesi, ma anche criticità e fatiche, e spiega: “Rimane centrale il tema della fragilità, l’accoglienza

dell’altro per quello che è”.

La vera sfida (e la novità di Amoris Laetitia) è per il responsabile della pastorale familiare, “il

passaggio dal principio generale al particolare, fino a entrare dentro al vissuto delle singole

situazioni: si tratta di tradurre l’annuncio e la verità del Vangelo per ogni coppia, nella quale c’è

sempre una storia diversa”. A partire dai corsi di preparazione al matrimonio. È finito il tempo di

quelli “preconfezionati”: oggi coloro che li frequentano sono spesso coppie conviventi, adulte,

magari con figli. “La dimensione universale rimane valida, ma dobbiamo inquadrarla nel

particolare, in quel particolare che è veicolo di un incontro con Cristo che ha scelto di incarnarsi in

quella specifica realtà”, precisa Vianelli, secondo il quale occorre dunque “ricostruire un annuncio

nella consapevolezza che poi sarà Dio a fare cose grandi”. “Mi affascina sempre – prosegue –

l’apertura del capitolo ottavo, in cui viene rilanciato il modello cristiano di famiglia nella sua

pienezza, quello cui chiama il Signore, ma si riconosce che se non tutti rispondono a questa

‘perfezione’ non significa che la loro unione sia priva di significato. Noi dobbiamo continuare ad

annunciare la verità, a dire alle persone che questa chiamata alla pienezza è per tutti nonostante la

propria fragilità, che siamo chiamati al paradiso che è molto più della realtà che abbiamo tra le

mani”.

Per il responsabile dell’Ufficio Cei occorre fare in modo che l’esperienza di Chiesa sia un’esperienza

familiare: la famiglia fondata sul sacramento del matrimonio “ha il compito di ‘familiarizzare’ la

Chiesa, di ri-offrirle quel lessico familiare che le consenta di scoprire la sua vera natura, richiamata

dal Papa in Amoris Laetitia (n. 87), di famiglia di famiglie, perché nel dialogo con le famiglie che

custodiscono la presenza del Signore la Chiesa scopre un suo modo di essere, a partire

dall’accoglienza e dall’attenzione particolare per i più fragili”...

... Il ritornare all’Amoris Laetitia, afferma ancora il sacerdote, “dovrà

anche consolidare o rilanciare un’attenzione da parte della comunità

cristiana alla vita affettiva delle persone: non per giudicare, ma per

accompagnare e discernere all’interno di un tessuto comunitario.

Antidoto prezioso alla solitudine e all’isolamento”.